La settimana ENOica: 4/10 ottobre

Gli assaggi effettuati nell’arco della settimana 4/10 ottobre 2015.

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Le descrizioni dei vini qui riportati, sono i miei assaggi personali effettuati nella quotidianità della sfera privata e/o professionale. Per via del numero crescente e della vastità di tipologie degustate, ho sentito una reale esigenza di condividere tali esperienze con gli altri e divulgarle con una cadenza settimanale. Le bottiglie in oggetto sono di mia proprietà e sono state custodite in condizioni idonee per la conservazione del vino.

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Lombardia Franciacorta
Cornaleto Brut Riserva 1992
Sboccatura 09/2014

di Agnes Futa

Spumante metodo classico prodotto ad Adro nella zona della Franciacorta in Lombardia. La filosofia della famiglia Lancini consiste nel proporre prodotti da lungo invecchiamento, una pratica poco attuata nella zona, in quanto si predilige proporre al consumatore versioni più fresche ed immediate.

Ottenuto in un’annata non particolarmente favorevole, dall’unione dello Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, sosta sui lieviti per oltre 20 anni, 22 per la precisione.

Ad un anno dalla sboccatura preserva delle note di una vitale freschezza distribuita proporzionalmente in tutta la fase dell’assaggio ed integrata alla perfezione alle sensazioni sapido - minerali. Alla solida struttura si affianca un corredo olfattivo di grande fascino e coinvolgimento. Questo vino è capace di rapire i più scettici della categoria bollicina, la sua qualità oggettiva è difficile che non venga riconosciuta e apprezzata nello stesso momento.

Alcuni sentori riscontrati dal primo all’ultimo bicchiere: floreali - glicine, fresia gialla, zagara, litchi e confettura di melone bianco, tartufo bianco, muschio, humus, zenzero e corteccia di liquirizia, pepe bianco, marron glacé.

Desidero precisare che in questo tipo di vini la complessità gioca un ruolo determinante, perciò le sensazioni che riusciamo a percepire non riconducano al singolo profumo ma ad un insieme, che a sua volta si esplicita gradualmente.

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Campania Costiera Amalfitana
Marisa Cuomo Costa d’Amalfi Bianco 2014

Un bianco che nasce in Costiera Amalfitana tra Cetara e Raito, poco lontano da Vietri sul Mare. Deve i suoi profumi alle uve di Falanghina e Bianconella, alla brezza marina e al suolo calcareo della roccia dolomitica. Ogni volta che assaggio i vini di questa cantina, li associo ad un altro luogo dove nascono bianchi così articolati e ricchi di personalità come nella parte meridionale dell’Alsazia. Pur essendo così giovane e un po’ “nervosetto”, il 2014 si mostra senza veli nel suo essere di sempre. Profumi accesi, nitidi e precisi con una bocca più complessa e profonda rispetto alla parte olfattiva iniziale. È divertente notare come il naso e la bocca si contendano l’esclusività, due forze dinamiche orientate verso l’equilibrio, che sta per arrivare.

In esecuzione temporale: ginestra, mela limoncella, mandorla e menta si appoggiano ad una struttura solida ed un finale duraturo, dando la sensazione di pienezza.

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Friuli Collio
Borgo del Tiglio Ronco della Chiesa 2007

Tutti i vini di Nicola Manferrari sono concepiti mettendo a fuoco alcuni fondamentali aspetti, che si sviluppano tra il territorio e il vitigno con l’obiettivo di valorizzare entrambi negli anni. Capire la propria terra, coniugando la ricerca, le tecniche di vinificazione innovative, ad affinamenti appropriati, ha portato Manferrari a ottenere dei risultati meritati e a dare delle valide prove del suo operato in materia di enologia.

Fatto da uve Tocai ieri (Friulano oggi), il vino è un connubio di eleganza e classe. Ad oggi risulta ancora molto serrato e la sua imponente struttura rappresenta un lasciapassare per il futuro.

Tralasciando un attimo il discorso tecnico, degustarlo diventa un’esperienza di arricchimento personale. Un vino che suscita interesse e curiosità, coinvolgendo i nostri sensi, capace di mostrare una forte identità territoriale.

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Lazio Olevano Romano
Ciolli Cirsium Riserva 2010

A volte, l’etichetta preclude in noi la capacità di cogliere a fondo la vera natura del vino, facendo emergere un meccanismo di schematizzazione prestabilita, che è stata assegnata alla data categoria.

Mi piacerebbe rilevare l’identità di un vino, ascoltandolo, far parlare lo stesso vino, il per mostrarsi non ha bisogno di particolari presentazioni. Le sorprese non finiscono mai, e per fortuna per quello che riguarda l’Italia del vino ad oggi, c’è da divertirsi.

È il caso di un vino, che nasce in Italia centrale da una vigna oramai sessantenne.

A tirarlo su è stato un giovane viticultore, Damiano Ciolli, attento e lungimirante, ha dato una risonanza internazionale al vitigno Cesanese di Affile, finora conosciuto al livello puramente zonale, e nelle colline vulcaniche che lo ospitano.

Cirsium ha molto da raccontare e sorprende chiunque lo assaggi, anche ripetutamente. Si pone vellutato e suadente, equilibrato, piacevolmente profumato e sapido, intriso di una nota minerale e sottile che ripropone lapilli e ceneri. Il suo registro olfattivo è improntato sugli effluvi di un’incomparabile finezza: piccoli frutti rossi lasciano spazio a note più scure e profonde di radici, humus, inchiostro, lapis, timo, calendula, boccioli di rosa e cardo; fuoriescono contemporaneamente per scomparire nel virtuoso mulinello delle forti emozioni.

Un rosso poliedrico, che strizza un occhio alla Borgogna, più precisamente al Pommard, con l’etichetta coperta però.