La settimana ENOica: 25/31 OTTOBRE

Le descrizioni dei vini qui riportati, sono i miei assaggi personali effettuati nella quotidianità della sfera privata e/o professionale. Per via del numero crescente e della la vastità di tipologie degustate, ho sentito una reale esigenza di condividere tali esperienze con gli altri e di divulgarle con una cadenza settimanale. Le bottiglie in oggetto sono di mia proprietà e sono state custodite in condizioni idonee per la conservazione del vino.

Francia Borgogna Prusly sur Ource
Alice Beaufort Brut Vin Effervescent
Pinot Noir 90% Chardonnay 10%
Sboccatura luglio 2015

di Agnes Futa

Quando si decide di coniugare differenti esperienze esistenziali-lavorative che regolano la vita delle persone, in maniera congrua e trasparente, gli effetti possono rivelarsi clamorosi.

È la sintesi di una giovane famiglia francese: lui, Quentin, è il terzo figlio di Jacques Beaufort, maestro vinificatore e accorto esperto dell’arte della spumantizzazione in quel di Ambonnay, lei, Alice, sua moglie e compagna di lavoro. Dalla loro giovane cantina, di anno in anno, escono i sempre nuovi prodotti, che si dimostrano essere frutto di un’analisi approfondita e di uno studio su come far esaltare al meglio le caratteristiche delle uve, mediante la loro trasformazione per azione dell’anidride carbonica attraverso un processo naturale e per nulla invasivo.

Le parole non sono in grado di trasmettere la fisicità di un vino, e non resta altro che assaggiarlo direttamente: il Brut della giovane coppia ha svariati messaggi da comunicare, questi non si limitano alla propagazione odorosa, bensì, alla sua forza fisica, che deriva dal concetto definito e voluto da entrambi.

Volendo riassumere il loro pensiero produttivo in un calice servito a 15° gradi, potrei dire che la prima sensazione che genera il vino è una straordinaria energia pulita che funge da conduttrice al proseguo degli elementi complementari.

Si può contemplare la presenza di freschezza e di sapidità, di estrema pulizia, come la parte dominante della struttura del vino e il carattere riflesso del vulnerabile, per quanto aristocratico, Pinot Noir racchiude in uno scenario di fascinosa bellezza l’identikit di questa alquanto peculiare bollicina. Con una lenta, ma progressiva cadenza, possiamo gioire di un’espressione floreale rupestre, di una mineralità quasi pudica, in quanto limitata nella sua riservatezza e una oramai onnipresente connotazione marina/salmastra/algosa.

Spagna Torrelavit Alto Pendès Catalogna
Jean Leon Cabernet Sauvignon Gran Reserva 1979
Bottiglia n°226.842

Esiste ancora qualche bottiglia in circolazione di questo grandioso Cabernet Sauvignon, un vino che non intende arrendersi al tempo che passa, come se volesse mantenere viva la memoria del suo ideatore, Senor Jean Leon, rendendogli un omaggio per la sua eterna giovinezza.

Jean non c’è più, e l’azienda, che a metà degli anni ottanta è stata venduta a Miguel A. Torres Riera dallo stesso Leon, continua la produzione delle stesse etichette di allora. D’altro canto sarebbe stato un grande peccato non proseguire sulla strada intrapresa da Leon, avendo impiantato per primo le qualità francesi in Spagna, ha ottenuto nel 1976 la denominazione di origine proprio con il Cabernet Sauvignon.

La caparbietà e la determinazione di Jean lo hanno reso l’ambasciatore della cultura e della tradizione spagnola in giro per il mondo, specialmente negli Stati Uniti d’America quando nel lontano 1956, assieme a James Dean, aprì il leggendario ristorante ”La Scala” sito a Beverly Hills. Da uomo attento e visionario come era, decise di riabbracciare la propria terra, dando la vita all’azienda vinicola, il che gli ha consentito di comunicare con il mondo anche attraverso il vino, mantenendo ancora più vivo il legame con la propria terra, valorizzandone la vocazione.

Ad oggi, il vino, dopo trentasei anni dalla sua nascita, si pone alquanto vitale e pieno di energia. Il messaggio in bottiglia è arrivato ai giorni nostri preciso e puntuale, l’idea di produrre un grande C.S. ha avuto la conferma nella tenuta nel tempo di un rosso qualitativamente eccelso sia per il profilo olfattivo sia per l’esecuzione a livello gustativo. Permane una vigorosa freschezza, integrata ad una solida struttura avvolta dalla trama tannica finemente dispiegata nella massa vinosa.

I profumi sono tanti, nobili e coadiuvati da un filo conduttore che vede nel vitigno la sua impronta identitaria. Una vera e propria composizione odorosa dal carattere deciso, che invoglia ad annusare senza tregua il bicchiere, e sorprende per la sua viva espressione intrinseca. Un sentore di confettura di mirtilli e mandorle si contrappone alla raffinatezza del terziario, cardamomo nero e carrube, timo, salamoia, inchiostro, tabacco della Concha (NY selection), pietra pomice e gesso, lana, rovere e cera d’api. Un petto gonfio e con tante medaglie, se non vi scoraggiate davanti alla sua imbattibile nota acida contemplandola come una parte integrante del vino, farete il centro.