La settimana ENOica: 18/24 ottobre

Le descrizioni dei vini qui riportati, sono i miei assaggi personali effettuati nella quotidianità della sfera privata e/o professionale. Per via del numero crescente e della la vastità di tipologie degustate, ho sentito una reale esigenza di condividere tali esperienze con gli altri e di divulgarle con una cadenza settimanale. Le bottiglie in oggetto sono di mia proprietà e sono state custodite in condizioni idonee per la conservazione del vino.

Francia Champagne Ambonnay
André Beaufort Grand Cru Ambonnay Millésime 1989
Sboccatura 04/2015

di Agnes Futa

26 anni per uno Champagne, specialmente se l’annata in questione si annovera tra quelle più rinomate, non rappresenta un limite oggettivo. Alcune persone, spinte da una spontanea curiosità e talvolta diffidenza nei confronti dei vini datati, si chiedono se l’effervescenza, che in effetti è la parte più vulnerabile del vino rifermentato in bottiglia, permane ancora e in quale veste fisico - qualitativa.

I grandi champagne nascono nei luoghi giusti e vengono elaborati da menti sapienti, attraverso azioni appropriate, volte a renderli unici e desiderabili. Per dirla in poche parole, "al carattere serve il carattere", e le grandi opere, senza un briciolo di follia, non possono essere definite tali.

Non perché Jacques Beaufort sia pazzo, ma perché questo signore di mezza età e dal volto sereno, di poche parole giuste e misurate, negli spessi vetri delle champagnotte della sua cantina–maison ha “imprigionato” le migliori vendemmie, consapevole del fatto che il tempo gli avrebbe dato ragione.

La sensibilità con la quale affronta qualunque scelta produttiva trova il riflesso nell’originalità di ogni sua bottiglia.

Il gusto da lui creato è inconfondibile, suscita curiosità, e si fa molti amici, che dopo aver recepito il messaggio dell’autentico sapore beufortiano ricercano la sua preziosa compagnia.

È tutto regolare e procede secondo le esigenze della natura: c’è il rispetto della vigna, la coltura biodinamica, l’omeopatia e l’aromaterapia, le ricette segrete e la serenità di Jacques.

I risultati sono conformi alle prerogative, ed in una stoica progressione, le bollicine fanno le fusa alla fascinosa carica aromatica.

Senza fretta e con naturale empatia, il vino si spoglia delle sue riservatezze, si ha la sensazione di assistere all’evento delle rare costellazioni dove la fisicità ritrova una giusta traiettoria.

L’età del vino influisce sulla sua lettura e le primavere passate rappresentano dei tasselli accumulativi della sua integrità/complessità/profondità.

Trovare nel bicchiere di un Ambonnay’89 una fusione pragmatica tra le bollicine, il corpo e la luce riflessa rende questo Champagne una raffinata espressione artistica.

Il vino è armonico anche nel suo perlage suadente che si va ad uniformare nell’essenza Beaufort n. 89: foglie di tè Assam, grani del caffè Jamaica Blue Mountain, cristalli di sale nero, miele di lavanda, miele di carrube, giuggiole, sorbo dell’uccellatore.

Il tutto è contornato da una sensibile nota fresca, che ha la funzione di una finale pulizia cristallina.