Aglianico del Vulture

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Non si può parlare della Basilicata senza prima ricordare che, in questa regione, testimonianze sulla coltivazione della vite risalgono al periodo Greco-Romano e precedentemente ai popoli Enotri e Lucani che vi si stabilirono intorno al 1.200 a.c. L’intero territorio regionaleè disseminato di testimonianze e reperti di quell’epoca che documentano la presenza della vite e l’eccellente qualità dei vini ottenuti. Da allora molte cose sono cambiate ma la viticoltura continua a rappresentare un fattore caratterizzante della storia, della cultura e dell’ economia locale.

La zona di produzione dell’Aglianico, vitigno principe della Basilicata, che dalla vendemmia 2011 si fregia della denominazione D.O.C.G., si concentra nella parte nord della regione in provincia di Potenza su terreni di origine vulcanica posizionati ai piedi del Monte Vulture ad una altitudine compresa tra 200 e 700 metri s.l.m. Il clima è torrido nei mesi estivi, temperato a giugno e settembre,  umido nei mesi di vendemmia ottobre e novembre. La presenza del massiccio vulcanico, determina condizioni di ventilazione importantiper effetto di correnti d’aria provenienti dalle coste orientali ed occidentali e per fenomeni di brezza.

Da allora molte cose sono cambiate ma la viticoltura continua a rappresentare un fattore caratterizzante della storia, della cultura e dell’ economia locale.
— Agnes Futa

Nonostante gli ultimi anni siano caratterizzati da una contrazione della produzione e delle aree vitate, il livello qualitativo dei vini è in continua ascesa grazie anche ai produttori che, consapevoli delle potenzialità del vitigno Aglianico del Vulture, hanno scelto di privilegiare la qualità alla quantità.

Oggi il settore è in pieno fermento, tra le tante iniziative avviate, riveste particolare significato e importanza la recente apertura dell’ Enoteca Regionale Lucana a Venosa. Un osservatorio privilegiato finalizzato alla valorizzazione del territorio attraverso la promozione dei vini e delle eccellenze gastronomiche.

Promozione, qualità e coesione tra i vari comparti sembra essere  quindi la formula giusta per assicurare a questa regione  il posto che le compete nel panorama enogastronomico italiano.

Agnes Futa