Lo Champagne è un fenomeno geografico

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Per molti in Francia e all’estero lo Champagne è la Champagne.

In nessun altro luogo, se non a Bordeaux, l’identità tra un prodotto ed una entità regionale ha inciso così profondamente nello spirito. La sua specificità si basa sulla combinazione di un determinato territorio, le tecniche apprese e un ruolo socio – economico particolare.

La Champagne è collocata in una limitata area collinare di circa 34.000 ettari nel nord – est della Francia attorno al 50° parallelo. A questa latitudine, la più elevata rispetto alle altre regioni vinicole esistenti, siamo al limite settentrionale della coltura della vigna e tenendo conto che le temperature medie registrate sono di circa10°C, i grappoli non maturerebbero se non per la presenza di alcune concause che costituiscono un clima unico.

Uno dei fattori decisivi dell’unicità di questa zona, è la presenza di vaste distese forestali che contribuiscono a stabilizzare le temperature e a mantenere un costante livello di umidità. Grazie all’influsso marittimo dell’Atlantico il clima è moderato, la sua forza mitigatrice riesce ad attenuare significativamente le rigidità del clima continentale comunque presente nel territorio, ma a non annientare del tutto, alcune avversità della natura, rappresentate dalle devastanti gelate primaverili che portano un significativo abbassamento delle temperature nonché violenti temporali e grandinate.

I vigneti occupano una posizione strategica, essendo stati posizionati a mezza collina rispetto alle macchie boschive che ricoprono le loro sommità, e godono di una protezione naturale mantenendo una crescita equilibrata che garantisce una buona maturazione delle uve.

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L’esposizione, il paesaggio, il suolo è la somma di quei fattori che formano - l’identità di un territorio – vale a dire il terroir.

Si tratta sempre di correlazioni, che non sono il risultato di un calcolo preciso né formule prestabile, bensì di una libera espressione di componenti che, pur legate tra di loro, emergono in forme ed in intensità differenti, spesso prevaricando una sull’altra.

Nel caso della Champagne, quella del suolo, è una componente, che incide in modo decisivo sul gusto e sullo sviluppo evolutivo del futuro vino, la presenza del gesso ricco di fossili, denominata la craie, dona un’impronta inconfondibile e ben precisa, ed entra a far parte delle caratteristiche principali dei vini prodotti nella regione.

La craie - sottosuolo gessoso ricco di belemniti, deve la sua composizione odierna al ritiro dell’acqua marina avvenuto circa settanta milioni di anni fa. Successivamente una serie di terremoti ha esercitato sulla superficie una forte pressione, spezzando il gesso, e impregnandolo di minerali e di depositi marini. L'attuale paesaggio a valloncelli, è  frutto di tali trasformazioni.

Fin qui, non ci sarebbe nulla di straordinario, ogni zona si differenzia per la sua composizione del terreno e conferisce un timbro distintivo alle piante che ci dimorano, ma nella Champagne è diverso: il ruolo che svolge la craie nei confronti della vite ha una funzione polivalente: quella protettiva e valorizzante.

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La falda gessosa di spessore di 200 – 300 metrifunziona come una gigantesca spugna, assorbendo l’eccedenza d’acqua dovuta dalle precipitazioni invernali, in più assicura un drenaggio perfetto, restituendo l’umidità necessaria durante la stagione estiva. Il riscaldamento regolare del gesso immagazzina e restituisce facilmente il calore solare, inoltre la sua capacità di riverbero garantisce una equilibrata vita vegetativa della vite e apporta un livello costante di zuccheri, i grappoli sono meno acidi e soprattutto più ricchi di composti fenolici: un fattore essenziale per una grande qualità.

Il segreto dei grandi vini risiede nel terroir, l’elemento più rilevante è la disponibilità d’acqua e di sostanze nutritive. I terreni migliori non sono particolarmente fertili ma sono caratterizzati da un drenaggio rapido e profondo, dove l’apparato radicale trova una risorsa idrica stabile.

Nel caso dello Champagne proprio il deficit idrico e un lento e graduale approvvigionamento limita la resa e migliora la qualità delle uve, quindi rientra a pieno titolo nella lunga lista dei fattori che concorrono alla specificità dello champagne.

Sarebbe troppo affermare che il maggior vino di pregio rifermentato in bottiglia è lo Champagne?

Soffermandosi unicamente sulla sua specifica situazione geografica – territoriale senza addentrarsi nel complesso processo produttivo, direi di no.

La sua qualità intrinseca deriva dalla natura e/o dall’ambiente dove nasce, che rappresenta la sua forza e il suo valore, e tutto quello che acquisirà nel laborioso processo produttivo, dalla scelta delle uve all’operazione di degorgément, formerà il suo carattere ricco di personalità e struttura, profumi evoluti e colori intensi, un carattere che già esisteva prima che lui nascesse.

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