La settimana ENOica: 22/28 novembre

Le descrizioni dei vini qui riportati, sono i miei assaggi personali effettuati nella quotidianità della sfera privata e/o professionale. Per via del numero crescente e della la vastità di tipologie degustate, ho sentito una reale esigenza di condividere tali esperienze con gli altri e di divulgarle con una cadenza settimanale. Le bottiglie in oggetto sono di mia proprietà e sono state custodite in condizioni idonee per la conservazione del vino.

di Agnes Futa

Paul Clouet

Champagne Grand Cru Brut
Francia - Champagne Bouzy
Pinot Noir 80% Chardonnay 20%
Dégorgement n.d
Récoltant Manipulant
Dosage: 8g/l
Vieillissement sur lies: 36 mesi

Il perlage di questo Brut Champagne è particolarmente fine: trasporta con vigoria energizzante una forza estremante incisiva e volteggiante. Il gusto, pieno ed equilibrato, è sorretto da un’imponente struttura conferitagli dall’impegno di uve rosse di nobile estrazione come Pinot Noir. E mentre il corpo del vino racchiude elementi di calore e freschezza sapida, la parte odorosa si ricompone in un elegante profumo di ordinaria finezza.

Negli champagne come questo, dove l’impego del vitigno maggioritario determina la natura gusto–olfattiva del futuro vino, è interessante osservare il rifesso della matrice territoriale nonché la sua integrazione nella massa vinosa. Siamo di fronte al più “comune classicissimo” del gusto che si riscontra nella produzione ordinaria della regione Champagne, e con cui il consumatore identifica il marchio più prestigioso e blasonato del pianeta.

Quindi, l’equilibrio e la propensione ad essere bevuto sono i fattori che racchiudono la filosofia del Brut di Paul Clouet, specialmente se consumato nel luogo di origine, senza le interferenze atmosferico-batteriche che comunque alterano il gusto dello champagne.

Siamo a Bouzy ai piedi della Montagna di Reims, in uno dei 17 villaggi classificati al 100% Grand Cru. L’azienda è posizionata al centro del paesino, conta circa 6 ha di vigneto coltivato prevalentemente a Pinot Noir e produce 50/60 mila bottiglie.

Winklerberg GG Pagode 2011

Stigler
Germania - Baden – Ihringen/Kaiserstuhl
Graubugunder (Pinot Grigio) 100%

Ho parlato ampiamente delle caratteristiche di questo Grauburgunder nella scheda tecnica nel mio negozio virtuale - agnesfutawinestore.com.

Senonché, risalendo la descrizione a 90 giorni fa, ritengo del tutto interessante e divertente esaminare il suo stato evolutivo con i corrispondenti cambiamenti/mutamenti/miglioramenti.

Giusto per ricordare, il vigneto Winkelberg con il relativo Cru Pagode si trova nella parte più meridionale del Kaiserstuhl, che presenta un suolo di matrice vulcanica ricco di sedimenti di loess. Il fattore del microclima, unito a quello dell’annata e dell’epoca vendemmiale, permane a tutt’oggi di primaria importanza nella concezione dei vini di qualità a lungo raggio.

Solitamente, il Grauburgunder, dà a dei vini dall’imponente struttura e una pronunciata nota alcolica: le uve assumono una colorazione rossastra e nella loro composizione si ritrovano alcuni elementi presenti nelle uve rosse. Però, come ho ribadito più volte, è l’annata a determinare la fisionomia di un vino. Nel caso della 2011, che ha prodotto i vini più magri, accentuati nella freschezza e dalle sembianze più continentali, la percezione gusto-olfattiva si pone nella versione più verticale. Sia la progressione che la persistenza sono orientante verso l’altezza, e questo stato di cose apporta al vino una trama di delicate stratificazioni con un graduale rilascio dei profumi.

Allo stato attuale, il 2011 mantiene la stessa trincea corazzata della sua struttura compatta e serrata e si sta affinando nell’esecuzione odorosa facendo emergere la parte più “cherosenica” dell’idrocarburo, pietra focaia e sali minerali. Tuttavia, le singole sensazioni floreali e fruttate si intrecciano a perfezione, comparendo uno ad uno nitide e precise: fiori di camomilla, iris, ginestra, pino, ambra, litchi, mela cotogna, nocciola, cannella, caprifoglio.