VINI FUORI LE |||||||||||RIGHE|||||||||||

In questa rubrica descrivo i vini che mi hanno particolarmente colpito; li ritengo unici e appartenenti alla cerchia dei migliori assaggi della mia vita - perciò denominati – “Fuori le Righe”.

di Agnes Futa

Ambonnay Millèsime 1976

Champagne Grand Cru
Maison Andrè Beaufort
Francia Champagne Ambonnay
Pinot Noir 80% Chardonnay 20%
Dégorgement à la volée aprile 2015

Che meraviglia di Champagne!!!

Una bottiglia ricca di storie da raccontare, straordinariamente buona. Il primo aspetto di cui si rimane stupiti è legato alla sua età anagrafica – i quaranta suonati – ben mascherati da un tagliente dinamismo e una cadenzata progressione corporale. C’è una forza compressa del suo profumo, sicuramente uno dei più coinvolgenti e raffinati che io abbia mai riscontrato nella vasta realtà delle composizioni odorose.

Ho nominato il profumo al singolare, in quanto il vino emanava una sorta di infuso dell’Estremo Oriente, magistralmente stratificato in molteplici essenze dai toni asiatici. Sotto quella coltre della convivenza pacifica e armoniosa, ogni riconoscimento olfattivo è emerso con garbo e finezza.

Foglie di tè bianco e verde e un delicato richiamo a roiboos. Fiori di ylan – ylang, patchouli e zucca. Nelle parte centrale dell’esecuzione aromatica, cosiddetta del cuore: anice, zafferano, marsala, wasabi, zenzero, farina di castagne, curcuma, semi di senape, mirra, erba limoncella. Non era da poco il richiamo diretto al suolo: le sensazioni marine di ostrica, iodio, alghe secche si intrecciavano al classico substrato di belemnite gessosa. Particelle polverizzate fossilizzanti accordavano le note alte della sequenza fruttato – floreale per certi versi appassita nel suo splendore.

La 1976 è una sinfonia di colori sussurranti riflessa nello specchio del passato.

La bellezza di quei momenti, talvolta assume dei connotati di un’opera teatrale alla Witold Gombrowicz dove la brevità dell’istante implementa lo scenario dell’effettiva, cruda e per quanto autentica condizione dell’essere effimeri.

Ammettiamolo, i quarant’anni di metamorfosi di un vino avrebbero bisogno di una maggiore dilatazione temporale: meno di un litro del prezioso nettare non è sufficiente per complementare il quadro del suo splendore - alcuni versi non saranno mai letti – perbacco!

Questo vino sorprende in continuazione, si accarezza nel cristallo mostrando i guizzi del oro tabacco, e si rapprende nel rilascio di un perlage preciso e solerte pur mascherato ed invisibile.

Il bicchiere racchiude l’essenza, il sorso svela l’anima segreta e per quanto fascinosa di un Pinot Noir nobile, educato e naturalmente maschile, integrato alla perfezione nel sottile essere di quel compagno dello Chardonnay.

Quella del suo assaggio è un’esperienza da vivere e da ripetere, che ci fa capire la straordinaria capacità d’invecchiamento di cui sono dotati i vini della Champagne, ma soprattutto la bravura di chi li ha creati (bravi i Beaufort!!!). Oltre al terroir, lo Champagne, non dimentichiamoci, è una felice sintesi di pratiche (in questo caso del tutto artigianali) più o meno riuscite.

I dati tecnici relativi al Milllèsime 1976, li trovate sotto la voce Maison Andrè Beaufort sul sito web agnesfutawinestore.com.