La settimana ENOica: 13/19 dicembre

Le descrizioni dei vini qui riportati, sono i miei assaggi personali effettuati nella quotidianità della sfera privata e/o professionale. Per via del numero crescente e della la vastità di tipologie degustate, ho sentito una reale esigenza di condividere tali esperienze con gli altri e divulgarle con una cadenza settimanale. Le bottiglie in oggetto sono di mia proprietà e sono state custodite in condizioni idonee per la conservazione del vino.

di Agnes Futa

Villa Gemma 2000

Masciarelli
Italia – Abruzzo – San Martino sulla Marrucina (CH)
Montepulciano 100%
Bottiglie prodotte: 26.138, 1.000 Magnum, 256 Doppio Magnum
Vigneto: Colle Cave – esposizione Sud – Sud/Est, Età 25 anni

Gianni Masciarelli l'hanno conosciuto l’intera Italia e mezzo mondo enologico. Fino alla sua prematura scomparsa nel 2008, a soli cinquantadue anni, è stato lui a gettare le basi della nuova enologia abruzzese, rivoluzionando del tutto l’intero sistema produttivo oramai assopito e obsoleto, intriso di un modus operandi accomodante e per niente innovativo. Il sostegno nel progetto glielo diede la moglie Marina, che tutt’ora continua a dare la voce al territorio attraverso una serie di iniziative trasversali riconducibili al vino e alle sue numerose sfumature, che vanno dalla valorizzazione del suolo alla sua funzione pedagogico – educativa.

E mentre nel 1981 – l’anno dell’inizio dell’attività aziendale – sono state prodotte le prime 2.000 bottiglie, dopo tre anni nasce dalle uve autoctone per eccellenza il Montepulciano, la prima annata di Villa Gemma: era il 1984. Il vino nasce in condizioni particolarmente favorevoli, il terreno di origine argillosa è disseminato da diverse fonti sorgive ed è protetto da una folta presenza boschiva, e considerando l’altezza sulla quale è posizionato di circa 420 s.l.m., tali specificità svolgono il compito di tutela e protezione nei confronti delle piante.

L’aspetto agronomico, per quanto fondante e incisivo nell’ottenere la qualità, necessita di un adeguato procedimento nella fase di vinificazione e maturazione del vino stesso. Alcune tecniche di cui Gianni ha iniziato di disporre erano di influenza francese, l’utilizzo delle barrique nuove sulle uve di Montepulciano ha dato un impulso nuovo e ha portato ad una rivisitazione del concetto vinicolo abruzzese.

Villa Gemma è uno di quei vini di cui le gocce rimaste all’interno della bottiglia continuano a prosperare radiosamente; per la cronaca, sono passati settantacinque giorni dalla sua apertura.

Al diciassettesimo anno di produzione la 2000 mostra un carattere forte e deciso, un vino oramai collaudato dalle note caratteriali ben formate e precise. Quindici anni di vita, di cui quasi dodici circa di affinamento in vetro, hanno consentito di far armonizzare l’imponente struttura e la tagliente freschezza con la festosa ricchezza aromatica.

Il ritratto di Villa Gemma evoca una forza dilagante trascinatrice ed unificatrice di tutto ciò, che può donare la natura a un grappolo d’uva, e della sua futura condizione vitale che ‘è l’effetto della stessa causa.

C’è molta della sua congenita generosità: i profumi profondi e vistosi ricorrono al lapis e al sasso di fiume, il salmastro riconduce ad alcuni Pomerol e alla loro coinvolgente stesura salmastra.

I tratti di pura estrazione mediterranea si contrappongono alla razionalità nordica, e la funzione del legno le coniuga entrambe.

Mentre l’olfatto sprigiona il suo perspicace temperamento, l’assaggio racchiude tutta la fisicità calorosa della tessitura minerale. 

Non si possono omettere alcuni dei tratti di questo vino, vanno ricordati per il loro merito di esistere e persistere nel tempo: mirtillo nero, melograno, ribes e visciola appassiti, la dolcezza speziata di cui vaniglia, anice stellato, cioccolata calda Equador, noce moscata, cocco, cacao, chiodi di garofano, origano, rosmarino, marzapane, mandorle, pepe di Jamaica.

L’anima vinosa che volteggia nell’infinito come un cuore palpitante, ritmico, puntale e persuaso dall’amore per la vita.

“Il vino è la linfa della mia vita” era solito a ripetere Gianni, una vita che continua il proprio percorso nella humus della sua terra.