La settimana ENOica: 20/26 dicembre

Le descrizioni dei vini qui riportati, sono i miei assaggi personali effettuati nella quotidianità della sfera privata e/o professionale. Per via del numero crescente e della la vastità di tipologie degustate, ho sentito una reale esigenza di condividere tali esperienze con gli altri e divulgarle con una cadenza settimanale. Le bottiglie in oggetto sono di mia proprietà e sono state custodite in condizioni idonee per la conservazione del vino.

di Agnes Futa

Gevrey Chambertin "Vieilles Vignes" 2003

Premier Cru - Les Cazetieres
Dominique Laurent
Francia Borgogna Cote – d’Or Gevery - Chambertin
Pinot Noir 100%
Négociant

Nonostante la tenuta del tappo sia stata perfetta, ho riscontrato qualche piccola pecca che riconduceva ad un “incontro al buio con il soggetto ossigeno”. Nulla di grave, intendiamoci, considerando quanti km abbia percorso questo vino e in quanti differenti ambienti abbia stagionato, con un’inesorabile oscillazione delle temperature e i scuotimenti vari.

Al dodicesimo anno della sua esistenza, il Pinot Noir era dotato di una vitalità di fondo di tutto rispetto, ed un colore dalle sfumature rubino–granato perfettamente lucenti denotanti uno stato di giovinezza. Si presagiva una ricchezza dei profumi e il loro concedersi progressivo nel bicchiere, con un’apertura ai miei gusti alquanto frettolosa, che non ha consentito un graduale rilascio del patrimonio odoroso. Più fruttato che minerale, dai risvolti mediterranei e note mature di frutti decisamente rossi e di medie dimensioni. Piacevolezza di beva constata, priva di ruffiana fattura.

Avrei preteso un filo d’eleganza maggiore è più stabilità per quanto concerne l’assetto strutturale. Tuttavia la corrispondenza gusto–olfattiva è stata appieno rispettata, e ritrovarsi nella stessa dimensione lunghezza/larghezza, per un vino che, potrebbe diventare ipoteticamente sempre migliore, disegna una condizione di sana correttezza.

Les Cazetieres è uno dei 44 Premier Cru presenti nella Borgogna. Si estende nell’estremità Nord della Cote de Nuits ed è affiancato da Le Clos Saint – Jacques e Petits Cazetieres, entrambi Premier Cru. Il vino è affinato per mano di Dominique Laurent, un négociant di Nuits-Saint-Gerogers che acquista le partite di vino in alcune zone della Borgogna e della Francia in genere.

Di fatto, Laurent è un abile commerciante, scaltro nel trovare i lotti più interessanti: in base alle esigenze del momento li sottopone alla successiva fermentazione e/o maturazione nelle pièces, denominate da lui stesso “magic casque”, provenienti dalla sua tonnellerie che utilizza legni pregiati della foresta di Tronçais.

Gattinara "San Francesco" 2009

Antoniolo
Italia – Piemonte – Gattinara (VC)
Nebbiolo 100%
Bottiglie prodotte: 3.652
Bottiglia in assaggio N° 3.254
Vigneto: San Francesco – esposizione Ovest – Età 35/40 anni
Maturazione: botte grande

In vendemmia 2009 sono stati raccolti 43 quintali di uva pari a 55 brente di vino - un'antica unità di misura ancora usata in Piemonte per il vino (50 litri). I numeri sono piuttosto bassi, ma la qualità è alta e diversificata, ed è equivalente al concetto di un Cru della Borgogna, che consiste nella classificazione dei vigneti in base alla qualità prodotta.

Da quasi settant’anni la famiglia Antoniolo coltiva il Nebbiolo o "la Spanna", come viene denominato in questa parte dell’Alto Piemonte il vitigno da nobili tratti e dall'aristocratico portamento.

Vigneto San Francesco misura 3,5 ha di terreno, è costituito da rocce effusive, così detti porfidi vulcanici, creatisi dalla solidificazione della lava; tali microelementi apportano al vino una misurata l’austerità che di solito trova un radioso concatenamento con le sensazioni salino–minerali.

Il portamento del vino rifugge in una fascinosa classicità, il suo equilibrio e la misurata progressione gusto–olfattiva si mostrano nella pienezza della vera classe.

Il primo bicchiere - si pone con le note riconducibili direttamente al suolo di provenienza: acqua di ostrica e polpa di riccio si contendono il primato.
Nel secondo bicchiere - si intravvede uno spiraglio dell’anima femminea e graziata: saranno le polveri delle rose appassite responsabili di tutto ciò?
Il terzo bicchiere - propone l’unione tra i due precedenti, con una piccola aggiunta di effusioni erboristiche del fine ottocento.
Il quarto intraprende un lungo viaggio alla scoperta della propria identità: terra/vitigno/botte grande/metodo naturale d’azione.
Il quinto bicchiere - ahimè! - ti ricorda che la bottiglia sta per finire e nello stesso momento si presenta nella totalità fisica dell'energizzante postura. L’apogeo dei sensi, tutti quanti posizionati nella medesima apertura alare, niente spigoli ne spigolosità, tanto charme e molta gioia.

Gattinara San Francesco 2009 appartiene alla cerchia di quei vini che ti rapiscono fin dalla fase dell’osservazione, la sua veste cromatica esercita un particolare fascino e svela un reticolato di validi messaggi. La lucentezza del rosso melograno e la sua trasparenza denotano una stretta correlazione con il suolo di roccia magmatica: i sali minerali e l’acidità si intravedono nei guizzi del lento movimento.

Le parti del vetro fungono da una lavagna, pronta a recepire i dati relativi al corpo e alla struttura del vino, che si presentano sotto la forma dei finissimi archetti. Il profumo si espande silenzioso nella lunghezza e nella profondità, senza limiti, e nella piena libertà. L’eleganza, la pulizia e la qualità olfattiva non osano ad ignorarsi.

Vini di questa natura non sono soggetti alle mode e/o tendenze del momento: essi nascono spontaneamente e per tutta l’esistenza mantengono inalterata la condizione di essere un riflesso delle proprie radici ancorate saldamente, anche nella storia.