La Settimana ENOica: 9-16 aprile 2016

Le descrizioni dei vini qui riportati, sono i miei assaggi personali effettuati nella quotidianità della sfera privata e/o professionale. Per via del numero crescente e della la vastità di tipologie degustate, ho sentito una reale esigenza di condividere tali esperienze con gli altri e divulgarle con una cadenza settimanale. Le bottiglie in oggetto sono di mia proprietà e sono state custodite in condizioni idonee per la conservazione del vino.

di Agnes Futa

... dicono che i produttori assomigliano ai loro vini, come i cani assomigliano ai loro proprietari. Tenendosi a questo fenomeno della similitudine, riscontro un tale parallelismo tra Enzo Pontoni e le sue produzioni enoiche.

Un viticoltore, artigiano e maestro nonché filosofo della sua sorte e del suo operato; quest’uomo attento ascolta e osserva, cogliendo i numerosi e talvolta criptati messaggi che gli manda la natura.

Un perfezionista. Gli piace dare molto per ottenere il meglio, approfondisce quotidianamente la scienza della viticoltura attraverso i numerosi testi e prima di coricarsi si diletta nella letteratura classica.

Esce all’alba e torna al tramonto, conosce ogni centimetro quadrato delle sue vigne dislocate nelle diverse parcelle tra Buttrio e Rosazzo e coglie appieno le loro esigenze primarie. Il volto di Enzo racconta la sua terra nativa: venti taglienti e sole cocente hanno conferito un’impronta indelebile ad esso, che pur essendosi plasmato nelle intemperie naturali dalle condizioni avverse, mantiene una serena armonia dei suoi tratti.

Enzo ha gli occhi profondicelesti-chiari e nitidi, che penetrano con fermezza e stoicismo, in chi assaggia le sue cuvée; per lui, ogni assaggio dei suoi vini, da solo o in compagnia, equivale ad una esperienza costruttiva ed irripetibile! Anche perché, chi come Pontoni si pone tante domande, non si accontenta delle parziali risposte di numerosi quesiti legati alla sua artigianalità lavorativa, in quanto solamente nella pienezza del sapere sa di poter migliorare il “migliorabile”.

Casa Miani dispone di un numero piuttosto esiguo di bottiglie prodotte, circa diecimila. Ha le peculiarità di un Domaine della Borgogna, produce sui diversi lotti e a ogni appezzamento assegna un nome, che a pieno titolo corrisponde ai Climats della già nominata patria del Pinot Noir.

I vini che escono da questa cantina sono caratterizzati da forte personalità, eleganza, forza vitale, pulizia, persistenza e pienezza gusto–olfattiva e riflettono fedelmente il suolo, l’annata e lo stile conferitogli dalla mano di Pontoni. Sono inoltre dotati di un’imponente ricchezza aromatico–estrattiva nella gioventù: tale stato di cose spesso è stato confuso con un eccessivo apporto di legno; io personalmente non sono d’accordo con questa opinione, e trovo che Pontoni sa dosare l’utilizzo della barrique in base al vitigno e all’annata. Purtroppo in Italia non siamo abituati alla complessità di un vino giovane, specie quello bianco.

La piccola ma significante produzione di Buttrio è annoverata tra i più prestigiosi vini del mondo. Il Refosco Calvari è stato tra i primi dieci migliori vini della classifica mondiale: sia a New York sia a Londra, le poche bottiglie che riescono ad arricchire le carte dei vini sono molto apprezzate dagli appassionati e dai neofiti.

Una riflessione conclusiva mi porta a pensare, che per fare del buon vino, inteso come l’intervento umano, ci vogliono poche cose ma di vitale importanza: Onestà, Onestà, Onestà; e questa al Viticoltore di Buttrio, Enzo Pontoni, di sicuro non manca.

Miani Chardonnay 2013

Italia – Colli Orientali del Friuli – Buttrio
Chardonnay 100%
Vinificazione e maturazione in barrique
Vigneto: Baracca

Grandioso e appagante dal primo sorso. Naso fine e pulito, concilia in modo magistrale la gioventù e il carattere. Lo Chardonnay si esprime voluttuoso e con grinta, senza prevalere sulla delicatezza del bouquet di fresie gialle, iris, malva, erba limoncella, pepe bianco e un sorbetto alla vaniglia. Il guizzo acido–minerale apporta una nota personale ed incisiva del suo essere, gettandone le basi dell’espressività futura.

Ottimo tra 2018 e il 2023.

Miani Friulano Buri 2013

Italia – Colli Orientali del Friuli – Buttrio
Friulano 100%
Vinificazione e maturazione in barrique

Lineare e conciso, prodotto da due parcelle differenti di vigne vecchie. Come per gli altri, l’utilizzo di lieviti indigeni si verifica anche qui; un'impronta identitaria, oltre a quella del suolo gli viene conferita anche nella fase della fermentazione.

Sobrio nei profumi, più minerale che fruttato, il re del Friuli - il Friulano - emana tutta la sua forza territoriale. Un bianco che si distacca totalmente dalla realtà produttiva locale: il suo vezzo comunicativo ha dell'universale e ingloba diverse culture con la quinta sempre inserita. Un assaggio importante quello suo: tenendo conto della giovinezza riesce comunque a soddisfare il palato lasciando un ricordo dell’autentica piacevolezza.

Ottimo tra 2019 e il 2025.