VINI FUORI LE |||||||||||RIGHE|||||||||||

In questa rubrica descrivo i vini che mi hanno particolarmente colpito; li ritengo unici e appartenetti alla cerchia dei miglior assaggi della mia vita - perciò denominati – “Fuori le Righe”.

di Agnes Futa

Sassicaia 2002

Tenuta San Guido
Italia Toscana Bolgheri
Cabernet Sauvignon 85% Cabernet Franc 15%
24 mesi in barrique francesi
Bottiglie prodotte: circa 180.000

È un’altra prova tangibile che la 2002 riesce a regalare i momenti di gioia e piacere.

La prima annata commerciale del Sassicaia risale al 1968; le bottiglie prodotte precedentemente, nell’arco di diciannove anni, esattamente nel periodo dal 1947 al 1967, fungevano da vino di casa e venivano consumate esclusivamente tra le mura domestiche.

Al Marchese Mario Incisa Della Rocchetta il vino buono piaceva, e dato che in quei anni l’idea collettiva della qualità enoica era focalizzata sulla realtà bordolese, tale concetto di vino volle trasferire in Italia.

Il vigneto del Sassicaia sito nella frazione di Bolgheri nella Maremma livornese divenne un “polo sperimentale” per le nuove barbatelle di origine francese finora praticamente inesistenti in Italia.

Il suo suolo molto sassoso, ricco di galestro e di pietre parzialmente argillose risulta ad essere simile a quello delle Graves in Bordeaux, le viti di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc iniziano ad attecchire nel assai tortuoso terreno traendo inoltre i benefici dell’influenza marina.

I risultati non tarderanno ad arrivare, e con l’inizio di una lunghissima collaborazione che durerà trent’anni con l’enologo Giacomo Tachis, grande esperto in materia nonché l’allievo del francese Emile Peynaud, è iniziata “la messa a punto” del primo Supertuscans Made in Italy.

Nel 1994 nasce la DOC Bolgheri Sassicaia, riservata specificamente alla Tenuta San Guido: un passo inaudito sinora in Italia; il Cru Sassicaia ha il suo protocollo di tutela come nel caso della tanto rispettata legislazione francese.

La storia di un vino che si fece lo spazio nel firmamento enologico conquistando i mercati di tutto il mondo, ha una carta d’identità che parla chiaro della sua appartenenza territoriale – l’unico attributo certo, che plasma l’impronta specifica del vino stesso.

Ad oggi possiamo cogliere la bellezza di una creazione e vivere con l’entusiasmo i momenti di convivialità con i pochi amici: un lavoro straordinario iniziato più di settant’anni fa da un signore piemontese, dotto e dotato di una sensibilità inusuale ha permesso al figlio Nicolò di governare l’azienda e portare avanti le idee del padre.

La qualità del Sassicaia 2002

Dove c’è il carattere e la personalità sarà più facile affrontare le intemperie esistenziali.

Lo stesso Marchese replica spesso; “la prerogativa del Sassicaia è di avere un’individualità forte e riconoscibile anche nelle annate deboli”

Sassicaia 2002 ha la forza vitale, classe ed eleganza capaci a proporsi puntuali durante l’assaggio nella piena discrezione del passo felpato.

Nobile nei profumi e con il charme dilagante concede il piacere di beva armoniosa.

È fatto di più mondi, tutti reali ed esistenti: da quello tipicamente alluvionale dai ricordi pomeroliani a quello sassoso dalle note scure di lapis, inchiostro e profondità terrena passando per la tiepida ventata della macchia mediterranea portatrice di brezze salmastre, iodio e sole.

Un’identità precisa quella del Sassicaia; un cuore caldo e l’anima nobile compongono un insieme di note concordanti dalle forme fluide e convesse tra di loro.

Dal punta di vista fisico risulta ancora giovane, tuttavia la sua apertura e l’equilibro lo rendono ad oggi particolarmente godibile ed interessante. Si espande radioso e concreto esercitando un alto potere civilizzante sui commensali – come tutti i grandi vini riveste un ruolo educativo.

È un vino che fa emozionare. Alla sottoscritta ha toccato le corde nascoste che affiorano inspiegabilmente nel nostro inconscio.

Cercate questa bottiglia e siate sicuri che vi regalerà un briciolo di felicità, ascoltate la sua poesia fatta di prosa, dove le parole assumono un significato profondo e gli accenti definiscono i particolari.