VINI FUORI LE |||||||||||RIGHE|||||||||||

In questa rubrica descrivo i vini che mi hanno particolarmente colpito; li ritengo unici e appartenetti alla cerchia dei miglior assaggi della mia vita - perciò denominati – “Fuori le Righe”

di Agnes Futa

Pommard - Rugiens

Domaine Jean–Marc Boillot Pommard - Rugiens Premier Cru 2007
Francia Borgogna – Côte – de Beaune
Pinot Noir 100%
16 mesi in barrique al 25% nuove di cui 11 con bâtonnage
Agricoltura Bio non certificata
Produzione bottiglie compresi i territori di Volnay, Chassagne, Puligny, Beaune, Meursault e Pommard: 50.000

Un vino che toglie la parola e si beve con gli sguardi!

Perché questo accada, ci vuole un convincimento unanime di diversi palati, estrazioni e culture, uniti e coinvolti nella stessa esperienza pratica dell’assaggio.

Il vino è una testimonianza dei tempi viventi, portatore di cultura ed unificatore di popoli. Esso apre le porte e i portoni, innalza i ponti e solleva gli sipari.

Apertura di questa bottiglia ha impreziosito ulteriormente la giornata, apportandole un valido contributo del taglio intellettuale.

La Borgogna è una regione complessa e profonda, regala dei vini unici e viscerali, estremamente distinti tra di loro, pur dotati di un filo conduttore legati al vitigno di provenienza come in questo caso Pinot Noir.

Solamente nel territorio di Pommard, si contano ventotto Appellation Villages 1° Cru; Les Rugienes e Les Epenots si distinguono per essere più rinomate della denominazione.

Les Rugienes di Boillot trae l’origine da una vigna di cinquant’anni coltivata su suolo argilloso-calcareo dove si applicano i dettami della coltura biologica.

Gli elementi di vitale importanza che si traducono nel vino con dei messaggi chiari ed incisivi, plasmando la sua improntata identitaria.

Qui non si tratta unicamente dell’equilibrio, che tra l’altro è stato già raggiunto nella maniera magistrale, bensì di una ricchezza caratteriale, che da sola tesse la trama della visione futuristica del suo tratto personale.

Detta così, sembra di essere di fronte ad un vino piuttosto complicato nonché cervellotico: nulla di tutto ciò; la sua disarmante bellezza, eleganza e bontà sono state semplicemente coadiuviate da un’invisibile ragnatela, che ha il compito di confluire il tutto nell’unico binario.

Un Pinot Noir versione - profilo nobile – avvolgente e vellutato nelle percezione dei tannini, dell’acidità e della sapidità. Il bagaglio olfattivo fatto di distese floreali e sottobosco amplifica ulteriormente tale sensazione, grazie all’impeccabile integrazione, pulizia e nitidezza. Quest’ultimi, sono i caratteri dominanti di Les Rugines – un vino concepito dal suo terroir, e da lì non si discosta, perfetto nell’esecuzione fisico – dinamica, si fa amare e si fa rispettare.

Lascia un segno nella memoria e crea dipendenza lecita, richiederebbe un abbonamento per gustarlo periodicamente assistendo allo spettacolo da Lui stesso narrato.