Vini fuori le |RIGHE|: 2000 millesimato La Scolca D'Antan

In questa rubrica descrivo i vini che mi hanno particolarmente colpito; li ritengo unici e appartenetti alla cerchia dei miglior assaggi della mia vita - perciò denominati – “Fuori le Righe”.

di Agnes Futa

2000 Millesimato La Scolca D’Antan

"In Italia abbiamo delle eccellenze uniche al mondo!" - Lo sentiamo proclamare di frequente, in diverse occasioni e in ambienti talvolta completamente opposti. Questa frase testimonia come un variegato ventaglio di proposte/prodotti/creazioni, una felice sintesi dell’estrosità italiana data soprattutto dalla sua posizione geografica particolarmente privilegiata e favorevole, renda inimitabile il Bel Paese nel tema vino.

Mettere a confronto le capacità umane e quelle della natura attraverso un adeguato approccio che riesca a valorizzare ambedue le forze è un’arte sottile.

L'azienda Soldati La Scolca ci è riuscita alla grande: con il dovuto rispetto ha saputo dare una voce significativa al proprio territorio, adottando una filosofia produttiva lungimirante, rispettosa nei confronti dell’ambiente, nonché attenta alle sottili richieste del mercato sempre più esigente e consapevole.

Il Millesimato D’Antan è il pezzo più importante della gamma produttiva aziendale. Concepito con le uve autoctone a bacca bianca "Cortese" della zona di Gavi, di default si affina sui lieviti per un periodo di dieci anni; spesso e volentieri allunga i tempi prestabiliti mostrando con una modesta fierezza il patrimonio strutturale di inaudita finezza di cui è dotato.

In effetti è un blanc de blanc alla piemontese, lo dico senza provocazioni, e la mia è un’autentica constatazione derivante dalle diverse esperienze di assaggio alla cieca dove il nostro D’Antan poteva pacificamente essere scambiato per un equilibrato metodo champenois di Avize, oppure per un vigoroso e raggiante champagne di Mesnil sur Oger.

Era eccezionale, ricco di finezza ed eleganza, equilibrato all’assaggio, sostenuto da una sottile freschezza coadiuvata dalla consueta presenza salino–minerale. Non sono mancate le sensazioni di mirabelle, frutto di passione, cardamomo, coriandolo, fresie bianche, salvia, dragoncello, cioccolato bianco, mandorla…

Un accento particolare vorrei porre alla sua impronta minerale particolarmente felice, ben integrata e per questo oramai facente parte di uno dei tratti distintivi di questo vino.

La naturalezza con la quale le componenti si dispiegano durante la degustazione sia nell’ambito professionale sia in quello edonistico, lo rendono estremamente desiderabile, piacevole e di conseguenza indimenticabile.

La bottiglia in questione è stata sboccata nel III quadrimestre del 2012 (superati addirittura i dieci anni canonici), la forma del vetro inconsueta e originale è stata brevettata dall’azienda ed è utilizzata unicamente per le Riserva D’Antan.