La Cialoma

La Cialoma - Marzamemi, 13 agosto 2016
di Agnes Futa

In un piccolo borgo di pescatori denominato Marzamemi nella parte Sud–Est della Sicilia dove le onde risuonano ritmiche spinte dal caldo vento africano, il Suruq, c’è un posto semplice ed essenziale – Taverna LA CIALOMA.

Nulla di artefatto né costruito. Il rigore del suo essere si origina nelle tradizioni locali che fungono da traino sia nelle preparazioni gastronomiche, sia nell’ambiente estremamente rispettoso della propria identità.

Attraverso un passaggio piuttosto angusto, animato dalle piantine mediterranee dimoranti nei vasi variopinti di accesi colori, si accede ad una pedana di legno dove sono posizionati i tavoli di fronte al mare. Protetti dalla tettoia di pagliuzza sbiadita dall’incessante insolazione, molto al naturale, le tovaglie, i cappelli e i foulard svolazzano radiosi tra i camerieri in continuo movimento intenti a soddisfare ogni richiesta.

- Ah! - Le tovaglie in dialetto siciliano, paddjiazze o tuvagghie: quelle della Cialoma sono il primo segnale che si è in un posto attento alla tradizione, tutte diverse ed ognuna di loro racconta il proprio vissuto, sfavillano bianche e cangianti tra le fantasie dell’uncinetto e lino grezzo.

Il seguito prosegue sulla stessa riga della semplicità, dell’atmosfera marina e la rilassatezza della dimensione mediterranea.

Le materie prime di accurata selezione ripropongono le produzioni del luogo, poco elaborate e praticamente intatte arrivano a tavola nelle forme e nei sapori primari.

Le proposte seguono il mare in tutto e dappertutto: questo rapporto non viene mai interrotto, ed effettivamente la percezione della fauna marina accompagna ogni boccone trovando un valido contrasto con il sorso di vino, anche esso radicato nel territorio siculo.

La carta dei vini simpatica, è quasi prettamente regionale e per questo potrebbe sembrare limitata, nell’insieme dignitosa.

In un posto come questo, non soggetto alle mode e che della sicilianità è un autentico ambasciatore, il vino prodotto sull’isola completa proprio questa vocazione.

La lascerei così, tranne una piccola parentesi per le bollicine: rinforzare quelle francesi che non dovrebbero mai mancare – ad ognuno il suo.

Questa è la fisionomia della taverna sul mare, un posto che coniuga il passato con il presente con ragionevolezza e armonia; lo fa bene e basta!

Chef: Lina Campisi
Cucina Siciliana appena Creativa:9/10
Creatività Culinaria:9/10
Materie Prime: 10/10
Carta dei Vini :7,5/10
Personale in Sala: 9/10